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    Piante acquatiche invasive

    Le piante acquatiche invasive rappresentano oggi una delle sfide maggiori per la gestione dei corpi idrici. La giunchiglia, la millefoglie del Brasile, l'élode o il lagarosifon colonizzano rapidamente gli ambienti, fino a rendere impossibili alcuni utilizzi.

    Per i gestori, le conseguenze sono immediate: restrizioni alla navigazione, chiusura di zone balneari, ostruzione dei filtri di aspirazione e peggioramento delle condizioni operative dell'ambiente acquatico.

    A più lungo termine, queste piante squilibrano profondamente l'ecosistema, soffocano la flora locale e accelerano l'insabbiamento per accumulo di biomassa.

    La gestione delle piante acquatiche invasive richiede un approccio gestionale basato sull'analisi dei meccanismi biologici e sull'attuazione di soluzioni adatte alle caratteristiche del sito.

    I Nostri Prodotti
    Piante acquatiche invasive 1

    Capire
    lo squilibrio

    Le piante acquatiche sono naturalmente presenti e utili in uno specchio d'acqua equilibrato. Il problema si presenta quando alcune specie, spesso esotiche, trovano condizioni ideali per la loro espansione: forte luminosità, nutrienti disponibili e scarsa concorrenza.

    Queste piante hanno un vantaggio biologico determinante: un'elevata capacità di riproduzione vegetativa. La loro moltiplicazione per frammentazione permette a un semplice pezzo di stelo di produrre una nuova colonia in poche settimane.

    Formando praterie dense e continue, monopolizzano la luce, rallentano la circolazione dell'acqua e intrappolano i sedimenti. L'ambiente si trasforma quindi verso un funzionamento chiuso, favorevole all'accumulo di materia organica e all'invecchiamento accelerato del corpo idrico.

    Perché le soluzioni classiche
    falliscono

    • La risposta più diffusa all'invasione vegetale rimane il taglio meccanico. Questo approccio, sebbene visivamente efficace a breve termine, si rivela spesso controproducente.
    • Tagliando le piante, moltiplichiamo involontariamente i frammenti suscettibili di attecchire più lontano. Ogni intervento mantiene così la propagazione della specie, generando al contempo costi ricorrenti e una dipendenza dalla manutenzione meccanica.
    • Le soluzioni chimiche, d'altra parte, sono sempre più regolamentate o addirittura vietate. Presentano rischi per la fauna, la qualità dell'acqua e offrono solo un controllo temporaneo, senza trattare le cause profonde della proliferazione.

    La risposta
    taso

    L'approccio TASO si basa su un principio fondamentale: privare la pianta invasiva di ciò che le permette di svilupparsi, piuttosto che tagliarla o distruggerla brutalmente.

    La fotosintesi è il motore della crescita vegetale. Agendo sull'accesso alla luce, diventa possibile arrestare in modo duraturo la progressione delle piante indesiderate, senza perturbare l'equilibrio globale dell'ambiente.

    Questa strategia consente un controllo progressivo, mirato e rispettoso dell'ecosistema, senza disseminazione né degrado del sito.

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    Le nostre tecnologie
    & prodotti mobilitati

    Barriera fisica contro le ricrescite

    Le barriere bentoniche AQUASCREEN sono utilizzate per le zone ad alto rischio: spiagge, pontili, canali, zone di pesca. Installate direttamente sul fondale, bloccano totalmente la luce a livello del sedimento. La loro concezione microporosa permette la circolazione dell'acqua e dei gas, preservando la vita bentonica impedendo al contempo qualsiasi ricrescita vegetale.

    Riduzione della fotosintesi

    La soluzione Bleu marine agisce su tutto il corpo idrico. Questo filtro ottico limita la penetrazione delle lunghezze d'onda necessarie alla fotosintesi, senza intorbidire l'acqua né influire sugli usi. Permette di rallentare in modo duraturo lo sviluppo delle piante radicate e migliora contemporaneamente l'estetica del sito.

    Stabilizzazione nutritiva del fondo

    In aggiunta, NAUTEX può essere utilizzato per ridurre la biodisponibilità dei nutrienti nel sedimento, diminuendo la vigoria delle ricrescite e rafforzando la stabilità del fondale.

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    Benefici
    per il gestore

    Le zone attrezzate con soluzioni TASO ritrovano rapidamente la loro funzionalità. Gli usi sono sicuri, senza periodi di interruzione né interventi pesanti.

    A medio e lungo termine, l'interruzione del falciamento ripetitivo consente di controllare i costi operativi e di inserire la gestione del sito in una logica sostenibile. Soprattutto, l'assenza di frammentazione limita fortemente la diffusione delle specie invasive a valle, proteggendo l'intero bacino idrografico.

    La risposta
    alle vostre domande

    Le barriere bentoniche distruggono la vita del fondale?

    No. Unlike waterproof plastic tarpaulins, AQUASCREEN barriers are breathable. They allow water and gases to circulate, enabling benthic microfauna to survive while blocking plant growth.

    Il colorante Bleu marine è compatibile con la balneazione e la fauna?

    Sì. Si tratta di un colorante di grado alimentare, biodegradabile e non tossico. Non altera né la qualità dell'acqua, né la fauna, né gli usi ricreativi.

    È possibile sradicare completamente una pianta invasiva?

    Nella maggior parte dei casi, l'obiettivo realistico non è l'eradicazione totale ma il controllo duraturo. TASO mira a riportare la pianta a un livello compatibile con gli usi e l'equilibrio ecologico, impedendo qualsiasi ricolonizzazione massiccia.

    Ogni specie invasiva
    richiede un approccio specifico

    Una diagnosi errata o un intervento inadeguato possono peggiorare la situazione in modo duraturo.

    Gli esperti TASO vi accompagnano per identificare con precisione le piante presenti e definire una strategia di controllo efficace e duratura.

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